Memoria ed esperienza

Il problema non è solo ricordare

A volte ciò che continua a far soffrire una persona non è soltanto il ricordo di ciò che è accaduto, ma qualcosa dell’esperienza che continua a rimanere attivo nel presente.

Comprendere non sempre basta

Molte persone arrivano a comprendere con grande lucidità parti importanti della propria storia. Sanno cosa è accaduto, riescono a nominarlo, a collegarlo, a raccontarlo.

Eppure il corpo continua a reagire. Alcune emozioni ritornano con la stessa forza. Alcuni comportamenti si ripetono. Alcune relazioni riattivano sempre gli stessi punti.

Non è necessariamente una mancanza di consapevolezza. A volte è il segno che qualcosa dell’esperienza non ha ancora trovato una reale integrazione.

Alcune esperienze restano attive

La memoria non vive soltanto nel racconto degli eventi. Può continuare a manifestarsi attraverso stati corporei, tensioni, immagini, emozioni improvvise, automatismi relazionali o modalità difensive che sembrano attivarsi prima ancora del pensiero.

In questi casi non è solo il passato a tornare alla mente. È il sistema stesso che continua a reagire come se una parte dell’esperienza fosse ancora aperta, incompleta o non pienamente trasformata.

Il punto in cui l’esperienza si interrompe

Quando qualcosa diventa troppo difficile da sostenere, il sistema può imparare a interrompere il contatto. A volte attraverso il controllo, altre volte attraverso evitamento, anestesia emotiva, iperattivazione, chiusura o azione compulsiva.

Queste modalità spesso nascono come forme di protezione. Ma nel tempo possono impedire all’esperienza di completare il proprio movimento, lasciando nel presente tracce vive di ciò che non ha potuto integrarsi.

La terapia come possibilità di continuità

Il lavoro terapeutico non consiste semplicemente nel parlare di più o nel ricordare meglio. Consiste nel creare condizioni sufficientemente stabili perché alcune parti dell’esperienza possano essere attraversate senza dover essere subito evitate, controllate o interrotte.

A volte il cambiamento inizia quando il sistema può ritrovare continuità proprio là dove prima era costretto a uscire.

Dettaglio dello studio e dello spazio terapeutico