Chi sono

Sono psicologo psicoterapeuta. Nel mio lavoro incontro persone che portano sofferenze diverse, ma spesso attraversate da un punto comune: qualcosa continua a ripetersi anche quando è stato compreso.

Negli anni ho orientato la mia ricerca clinica verso il rapporto tra memoria, corpo, sistema nervoso, trauma e possibilità di integrazione dell’esperienza.

Giampietro Spolaor

Un lavoro nato dalla pratica clinica

Nel tempo il lavoro terapeutico mi ha portato a confrontarmi in modo sempre più approfondito con memorie disturbanti, dipendenze, regolazione emotiva e modalità automatiche di vivere l'esperienza.

Molte persone comprendevano razionalmente ciò che era accaduto.
Eppure il sistema continuava a reagire.

Da questa osservazione è nato progressivamente il lavoro teorico-clinico che ha portato allo sviluppo del Memory Integration Model, integrando neuroscienze della memoria, esperienza clinica e processi corporei di regolazione e integrazione.

Percorso e ambiti di esperienza

Formazione

Formazione in psicoterapia e approfondimento clinico nell’ambito delle memorie disturbanti, delle dipendenze, della regolazione emotiva e dei processi legati all’integrazione dell’esperienza, integrando differenti approcci terapeutici, tra cui EMDR.

Esperienza clinica

Lavoro clinico con adulti, adolescenti e coppie, maturato sia nel contesto privato sia in servizi legati alla dipendenza e alla sofferenza complessa.

Ricerca clinica

Sviluppo del Memory Integration Model come integrazione tra esperienza terapeutica, neuroscienze della memoria e processi di integrazione neuro-simbolica.

Ambiti di lavoro

Memorie disturbanti ed esperienze rimaste attive

Dipendenze e comportamenti compulsivi

Regolazione emotiva e attivazione del sistema nervoso

Difficoltà relazionali e pattern ripetitivi

Ansia, controllo e iperattivazione

Esperienze dissociative e senso di disconnessione

Sofferenze persistenti legate all’esperienza emotiva

Percorsi individuali, adolescenti e coppie

La terapia come spazio di integrazione dell’esperienza

Nel mio lavoro considero la terapia non soltanto come uno spazio di comprensione, ma come un luogo in cui il sistema può progressivamente sviluppare nuove possibilità di contatto, regolazione e integrazione.

Molte sofferenze persistenti non dipendono semplicemente da ciò che una persona pensa, ma dal modo in cui alcune esperienze continuano a restare attive nel corpo, nella memoria e nelle modalità relazionali.

Il lavoro terapeutico consiste allora nel creare le condizioni perché qualcosa possa finalmente essere attraversato senza che il sistema debba continuamente interrompere l’esperienza attraverso controllo, evitamento o attivazione.