Esperienza e interruzione del ciclo

Il punto in cui l’esperienza si interrompe

A volte il problema non è ciò che una persona prova, ma il punto in cui il sistema è costretto a uscire da ciò che sta accadendo.

Quando restare diventa troppo difficile

Alcune esperienze non vengono interrotte perché sono sbagliate o perché la persona non vuole sentirle. Si interrompono perché, in quel momento, il sistema non riesce a sostenerle senza perdere continuità.

Può accadere attraverso il controllo, l’evitamento, l’iperattivazione, l’azione compulsiva, la chiusura emotiva o una sensazione di distanza da sé e da ciò che sta accadendo.

Sono modi diversi con cui il sistema cerca di proteggersi dal rischio di essere travolto, bloccato o frammentato.

Le vie di uscita dall’esperienza

Quando il sistema non riesce a sostenere un'esperienza, tende a uscire da essa. Può farlo attraverso il controllo, l'evitamento, l'iperattivazione o lo spegnimento emotivo. Modalità diverse che hanno in comune la stessa funzione: interrompere un processo che il sistema non riesce a completare.

Anche lo spegnimento emotivo può avere una funzione protettiva. A volte il sistema non riesce a rimanere pienamente presente e riduce il contatto, come se abbassasse la luce per non sentire troppo.

Il problema non è la difesa

Queste modalità non sono semplicemente errori da correggere. Spesso sono state, in qualche momento, l’unica possibilità disponibile per mantenere un minimo di equilibrio.

Il punto clinico non è eliminare rapidamente la difesa, ma comprendere dove e come l’esperienza si interrompe, perché proprio lì può iniziare un lavoro più profondo.

La difesa non è il contrario della terapia: spesso è la traccia del punto in cui il sistema ha dovuto proteggersi.

Ritrovare continuità

Il lavoro terapeutico può creare condizioni più stabili perché il sistema non debba uscire immediatamente dall’esperienza. Non si tratta di forzare il sentire, né di spingere la persona dentro ciò che teme.

Si tratta piuttosto di riconoscere il punto di interruzione e permettere, poco alla volta, che qualcosa possa rimanere presente senza trasformarsi subito in controllo, fuga, allarme o spegnimento.

A volte il cambiamento inizia proprio quando l’esperienza può continuare un po’ più a lungo di quanto fosse possibile prima.

Dettaglio dello studio e dello spazio terapeutico