Quando capire
non basta più

Ci sono esperienze che la mente comprende, ma che il sistema nervoso continua a vivere come presenti.

Ansia, ipercontrollo, dipendenze, relazioni distruttive, vuoto, attivazione continua: spesso non sono semplici sintomi, ma tracce di esperienze che non hanno trovato una reale integrazione.

Il mio lavoro consiste nell’aiutare il sistema a riattraversare ciò che è rimasto sospeso, affinché possa finalmente trasformarsi in qualcosa che non debba più essere continuamente rivissuto.

Non tutto ciò che viene vissuto
viene davvero elaborato

A volte una persona sa razionalmente che qualcosa è finito: una relazione, un trauma, un periodo della vita.

Eppure il corpo continua a reagire.
Le emozioni tornano.
Le relazioni ripetono gli stessi schemi.
L’attivazione resta accesa.

Molte sofferenze persistenti non dipendono da una mancanza di comprensione, ma dal fatto che una parte dell’esperienza continua a restare attiva nel sistema.

Come lavoro

La terapia non lavora soltanto su ciò che una persona pensa, ma anche sul modo in cui il sistema vive, evita o attraversa l’esperienza.

Memoria e trauma

Il sintomo non viene letto solo come qualcosa da eliminare, ma come il segnale di un’esperienza ancora attiva nella memoria emotiva e corporea.

Corpo e sistema nervoso

Il lavoro terapeutico coinvolge anche il corpo, l’attivazione, il respiro e il modo in cui il sistema entra o esce dal contatto con l’esperienza.

Integrazione neuro-simbolica

La trasformazione non avviene solo attraverso l’interpretazione, ma attraverso un processo più profondo di integrazione tra esperienza, emozione, corpo e significato.

Per chi può essere utile questo lavoro

Sentirsi costantemente in allerta, in tensione o in difficoltà nel rallentare.

Comprendere razionalmente molte cose senza riuscire davvero a cambiare.

Ripetere schemi relazionali che portano sofferenza o senso di blocco.

Alternare controllo, sovraccarico emotivo e momenti di crollo o svuotamento.

Vivere dipendenze, compulsioni o comportamenti che sembrano impossibili da interrompere.

Sentirsi distanti da sé stessi, dal proprio corpo o dalle proprie emozioni.

Memory Integration Model

Un modo diverso di leggere ciò che resta attivo

Il Memory Integration Model è una cornice teorico-clinica sviluppata nel lavoro psicoterapeutico con trauma, dipendenze, regolazione emotiva e memoria.

Parte dall’idea che molte sofferenze persistenti siano legate a esperienze che il sistema non è riuscito a integrare completamente.

La terapia non lavora soltanto sui pensieri o sul racconto degli eventi, ma sul modo in cui corpo, emozione, memoria e significato possono progressivamente tornare a dialogare tra loro.

Approfondisci il MIM

Il sintomo non è sempre il nemico

A volte è il modo con cui una parte dell’esperienza continua a cercare integrazione.

La terapia non consiste semplicemente nell’eliminare ciò che fa soffrire, ma nel creare le condizioni perché ciò che è rimasto sospeso possa trovare una nuova continuità.

Alcune esperienze non spariscono perché vengono comprese. Cambiano quando possono finalmente essere vissute senza che il sistema debba più difendersi continuamente da esse.

Se desideri un primo contatto

Puoi scrivermi un messaggio breve, lasciando un recapito. Ti risponderò appena possibile.

    Giampietro Spolaor

    Sono psicologo psicoterapeuta. Lavoro con adulti, adolescenti e coppie, occupandomi in particolare di trauma, relazioni, dipendenze, regolazione emotiva e sofferenze persistenti legate alla memoria e al sistema nervoso.

    Nel tempo il lavoro clinico mi ha portato a sviluppare il Memory Integration Model, una cornice teorico-clinica che integra esperienza terapeutica, neuroscienze della memoria, processi corporei e integrazione neuro-simbolica.